Trasporto via mare: prosegue la “navigazione ad ostacoli” tra continue sfide

La logistica globale influenzata da fattori geopolitici e ambientali

In un contesto globale già segnato da sfide significative, il trasporto via mare continua a fare i conti con una serie di ostacoli che mettono in difficoltà la stabilità e l’efficienza della catena di approvvigionamento.

Tensioni geopolitiche nel Mar Rosso

Le tensioni geopolitiche e le minacce alla sicurezza marittima nel Mar Rosso hanno costretto le compagnie di navigazione da vari mesi a rivalutare le loro strategie operative e, in alcuni casi, a modificare le rotte, aumentando i costi e i tempi di consegna. Prima della crisi, attraverso il Canale di Suez passava il 12% degli scambi globali. I transiti medi giornalieri per il canale di Suez si sono ridotti da 71 a 37, mentre quelli per il capo di Buona Speranza sono aumentati, toccando i 99 passaggi quotidiani (studio di Assoporti, l’associazione dei porti italiani e Srm). Questo cambiamento ha allungato i tempi di viaggio, aumentato i costi di trasporto e creato ritardi significativi nelle consegne.

La congestione nei principali porti asiatici

La crisi nel Mar Rosso ha peggiorato inoltre il congestionamento nei principali porti asiatici, come Singapore e Shanghai, assorbendo capacità di spedizione e portando a carenze di container.

I container vuoti, infatti, non ritornano rapidamente ai luoghi di origine, aumentando i costi e causando ritardi nella gestione della logistica portuale.

La siccità del canale di Panama

Un’ulteriore sfida è dettata dalla siccità del Canale di Panama (3% degli scambi globali), che sta affrontando da tempo una grave crisi idrica. La diminuzione del livello delle acque ha costretto le autorità a limitare la dimensione ed il numero delle navi che possono transitare, rallentando in modo drastico le tempistiche di consegna e aumentando i costi operativi per le compagnie di navigazione.

Estratto dall’ 11° Rapporto Annuale SRM – Italian Maritime Economy

Lo squilibrio fra domanda e offerta

In questo panorama, lo squilibrio fra domanda e offerta gioca un ruolo fondamentale.

In seguito all’aumento della domanda di trasporto marittimo globale, le capacità delle flotte e delle infrastrutture si sono dimostrate insufficienti a soddisfare tali esigenze. Questo gap ha contribuito all’incremento dei costi di spedizione e a ritardi nelle consegne.

L’Europa, che dipende fortemente dalle rotte marittime per le sue importazioni ed esportazioni, è particolarmente vulnerabile a questi cambiamenti.

Nonostante questi ostacoli, ci sono segnali positivi all’orizzonte. La produzione di nuovi container in Cina è in aumento, con volumi simili a quelli del 2021, il che dovrebbe aiutare a colmare le lacune attuali. Inoltre, le condizioni nel Canale di Panama stanno migliorando, con un aumento previsto del numero di navi che possono attraversare il canale. Le autorità hanno poi annunciato il progetto, pronto entro sei anni, per costruire un nuovo bacino idrico per alimentare il canale, che entrerà nella rete di quelli già esistenti.

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