Dal 1° luglio 2026 è entrato ufficialmente in vigore il Regolamento (UE) 2026/1455, un provvedimento cruciale che ridefinisce i dazi doganali sulle importazioni di determinate merci originarie degli Stati Uniti e apre nuovi contingenti tariffari.
Questa misura dà attuazione agli impegni della dichiarazione congiunta UE-USA del 21 agosto 2025, nata per allentare le tensioni commerciali accumulate nel corso del 2025 (anno segnato dall’introduzione di dazi USA su acciaio, alluminio e automotive) e per dare stabilità a un mercato transatlantico che muove oltre 1.700 miliardi di euro.
Per le aziende italiane che importano dagli Stati Uniti si apre una grande opportunità di riduzione dei costi, a patto però di gestire le procedure doganali con assoluta precisione.
Cosa prevede il Regolamento (UE) 2026/1455?
Il nuovo quadro normativo, approvato in via definitiva dal Consiglio dell’Unione Europea il 25 giugno 2026, introduce tre pilastri fondamentali:
- Dazio zero: Azzeramento totale dei dazi doganali per le merci USA elencate nell’Allegato I del regolamento.
- Azzeramento della componente ad valorem: Per i prodotti indicati nell’Allegato II viene azzerata la tariffa percentuale, mantenendo però il dazio specifico se il prezzo all’importazione scende sotto la soglia stabilita dal sistema dei prezzi d’entrata (Entry Price System – EPS).
- Contingenti tariffari dedicati: Apertura di quote di importazione a dazio preferenziale (elencate nell’Allegato III) valide per periodi consecutivi di 12 mesi.
Quali sono i prodotti interessati?
Le agevolazioni coprono un ventaglio molto ampio di settori:
- Beni industriali e tecnologia: Macchinari, apparecchiature elettriche, strumenti di precisione e veicoli.
- Chimica e manifattura: Prodotti chimici, farmaceutici, materie plastiche, gomma, tessili, metalli e manufatti.
- Agroalimentare e ittico: Frutta a guscio, prodotti lattiero-caseari, frutta e verdura (fresca e trasformata), sementi, olio di soia, carni suine e di bisonte.
I nodi cruciali per gli importatori: Origine e Conformità
Attenzione: il beneficio tariffario non scatta in automatico semplicemente perché la merce viene spedita dagli Stati Uniti. Ci sono due regole d’oro da seguire:
1. Attenzione all’origine non preferenziale
Fino a quando non saranno negoziate regole di origine preferenziale bilaterali, il regolamento impone che l’origine della merce sia determinata in base alle regole di origine non preferenziale del Codice Doganale dell’Unione (Reg. UE n. 952/2013).
Il rischio pratico: Se acquistate da un fornitore statunitense un prodotto che è stato originariamente fabbricato o ha subito le lavorazioni principali in un paese terzo (es. Asia), quel prodotto non avrà diritto all’agevolazione. La merce deve essere interamente ottenuta negli USA o avervi subito l’ultima trasformazione sostanziale.
2. Le clausole di salvaguardia (Focus Acciaio e Alluminio)
L’accordo ha una durata prevista fino al 31 dicembre 2029, ma la Commissione Europea monitorerà costantemente i flussi. Esiste un meccanismo di salvaguardia che permette di sospendere le agevolazioni se l’impennata di importazioni dovesse danneggiare l’industria europea.
Inoltre, c’è un focus specifico sui capitoli NC 72, 73 e 76 (ghisa, ferro, acciaio e alluminio): se al 31 dicembre 2026 gli USA continueranno ad applicare dazi superiori al 15% sui derivati di acciaio e alluminio europei, l’UE sospenderà l’azzeramento dei dazi concesso su questi prodotti.
Come cogliere questa opportunità senza rischi?
Per trasformare questa novità normativa in un reale vantaggio competitivo per la tua azienda, la pianificazione doganale è tutto. Prima di pianificare i prossimi ordini e spedizioni dagli USA, è indispensabile verificare:
- L’esatto codice di Nomenclatura Combinata (NC) della merce.
- Il rispetto dei requisiti di origine non preferenziale statunitense.
- La disponibilità e la gestione dei contingenti tariffari applicabili.