Spedizioni via mare verso gli USA: la fine dello sciopero dei porti americani e gli effetti a catena

Probabile congestionamento degli scali del Centro America

Lo sciopero che ha bloccato i porti della costa orientale degli Stati Uniti e della costa del Golfo è giunto a una conclusione venerdì scorso, ma gli effetti a catena della chiusura portuale si faranno sentire ancora per diverse settimane.

Le tre giornate di proteste sui moli statunitensi sono state sufficienti a causare un enorme ingorgo di navi portacontainer al largo delle coste orientali. Alla fine delle trattative tra l’International Longshoremen’s Association e la United States Maritime Alliance, si contavano ben 44 navi ancorate in attesa. (https://www.portnews.it/porti-usa-lo-sciopero-e-finito-ma-i-guai-iniziano-ora/)

Gli esperti stimano che ci vorranno circa tre settimane per smaltire i volumi di merce già accumulati. Pertanto, le aziende che esportano verso gli Stati Uniti devono prepararsi a possibili ritardi.

Peter Sand, ceo della Xeneta (principale piattaforma di benchmarking delle tariffe di trasporto marittimo e aereo e di analisi di mercato), ritiene che l’effetto a catena dello sciopero si diffonderà attraverso le catene di approvvigionamento globali anche nelle settimane a venire.
“Le dozzine di navi in ​​ritardo sulla costa orientale degli Stati Uniti e sulla costa del Golfo arriveranno in ritardo anche in Estremo Oriente. Tutto ciò avrà un impatto sulle schedule delle navi, con delle ripercussioni che potrebbero protrarsi anche sino all’inizio del 2025, quando saremo in vista del Capodanno Lunare cinese, che tradizionalmente vede un aumento delle merci spedite dall’Estremo Oriente”.

Nonostante lo scenario delicato, è importante notare che la conclusione dello sciopero ha prodotto almeno un primo esito positivo: la sospensione dei sovrapprezzi imposti dalle compagnie marittime per contrastare gli effetti negativi del blocco operativo nei porti della costa orientale.

Ad esempio, MSC ha annunciato la cancellazione dei suoi Emergency Operation Surcharges (EOS), introdotti il 3 ottobre, per tutte le spedizioni che partono dai porti della East Coast e del Golfo.

Anche CMA CGM ha comunicato la sospensione del Local Port Charge, che era previsto entrare in vigore il prossimo 11 ottobre.

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